I professionisti dell’audiovisivo sulle esternazioni dell’on. Fabio Regazzi

Riceviamo e pubblichiamo in “lettere aperte” questo comunicato da parte dei registi e sceneggiatori indipendenti della Svizzera italiana (GRSI) a proposito delle esternazioni dell’on. Fabio Regazzi sull’assunzione dell’attrice e scrittrice Giorgia Würth come animatrice radiofonica per Rete Uno della RSI

Chissà se lunedì 22 giugno Fabio Regazzi, mentre festeggiava il suo 53.mo compleanno, si è appartato un attimo per ascoltare l’esordio radiofonico della persona che si è permesso di denigrare pubblicamente, pur non conoscendola. Chissà se ha pensato a quali emozioni stava provando Giorgia Würth. Un’attrice e scrittrice alla quale Regazzi ha dato della sciacquetta, permettendosi poi di dire che è una donna che “ha impostato la sua carriera sulle sue caratteristiche fisiche” pur conoscendo il suo lavoro attraverso qualche minuto di navigazione in internet. Ha poi anche detto che con queste caratteristiche una donna non può che attendersi commenti che toccano la sfera della sessualità.
Quindi Giorgia Würth secondo Regazzi va giudicata non per la qualità di ciò che diffonderà nell’etere, non per la sua capacità di raccontare storie, intrattenere il pubblico, condividere e suscitare emozioni, pensieri, evocare mondi, suoni e informazioni.
Non siamo d’accordo. Niente giustifica gli attacchi personali e la volgarità verso le donne.
Se un giorno dovessimo avere la fortuna di ospitare Julia Roberts in una delle nostre pellicole, dobbiamo aspettarci di venir aggrediti ancora prima che il film esca nelle sale cinematografiche, colpevoli di aver lavorato con un’attrice sciacquetta che ha “interpretato” una disinibita meretrice e lavorato in pellicole dalla dubbia moralità impostando la sua carriera sul suo corpo.
Ma il signor Regazzi non usa forse anche la sua immagine per la carriera politica?
Fino ad alcuni secoli fa quella degli attori era considerata una categoria immorale, tanto che non era concessa loro la sepoltura in terra consacrata. Stiamo tornando a quell’epoca lì?
Noi professionisti indipendenti del cinema e dell’audiovisivo in Ticino siamo perplessi per l’attacco portato a Giorgia Würth.
Più in generale siamo molto preoccupati dalla deriva che una parte sempre più ampia della politica locale sta acquisendo.
Non amiamo entrare nel merito della cronaca politica, il nostro ruolo nella società è di mostrare, scardinare, illuminare, far riflettere e, perché no, sdrammatizzare su ciò che siamo, eravamo e saremo. Ma non possiamo sorvolare su questa condanna in contumacia, così facile, così strumentale. L’espressione delle opinioni è un diritto. La protezione della dignità delle persone è un dovere, soprattutto da parte di un rappresentante del popolo.
Chi fa politica non è autorizzato a dire tutto, a farsi garante di non si sa bene quale “morale collettiva”. Chi fa politica non può – e questo è l’aspetto che più ci preoccupa – permettersi di infierire sui contenuti della cultura e dell’arte. Chi fa politica deve adoperarsi perché la popolazione viva meglio. Nessuno di noi vuole una politica che aggiunga zizzania, paura e malessere al suo quotidiano. Piuttosto, tutti noi chiediamo alla politica di permetterci di sognare, di indagare, di portare il bello là dove ancora non lo si conosce.

Il Gruppo Registi e Sceneggiatori della Svizzera Italiana GRSI dell’Associazione Svizzera Registi e Sceneggiatori (ARF) e altri professionisti del cinema indipendente.

Michele Andreoli, Michael Beltrami, Erik Bernasconi, Nicola Bernasconi, Niccolò Castelli, Olmo Cerri, Alessandra Gavin-Müller, Villi Hermann, Fulvio Mariani, Julian Martin, Laura Pennisi, Michela Pini, Assunta Ranieri, Klaudia Reynicke, Vito Robbiani, Patrick Soergel, Amel Soudani, Mohammed Soudani, Tiziana Soudani

AFAT per un SÌ al nuovo canone Radio-TV (revisione LRTV)

ultima modifica: 5.6.2015

Proteggiamo le particolarità della cultura ticinese

I cineasti e i produttori indipendenti della Svizzera Italiana invitano a proteggere la diversità culturale e a difendere le minoranze linguistiche votando SÌ alla revisione della legge federale sulla radiotelevisione il 14 giugno.
La televisione di servizio pubblico in Svizzera è un partner fondamentale per una produzione audiovisiva di qualità e la diffusione di opere diverse da quelle imposte solamente dal mercato globale.
L’indebolimento politico della SRG SSR minerebbe gravemente il futuro della produzione audiovisiva di questo paese (film di finzione, documentari, animazioni, cortometraggi…). Il rispetto della diversità culturale sarebbe in pericolo e inoltre sarebbero annullate le importanti ricadute economiche del settore sul territorio.
La nuova legge permetterà un abbassamento del canone per tutte le economie domestiche e tre quarti delle imprese saranno esentate, quindi porterà a un canone più equo e solidale.
Per questo L’Associazione Film e Audiovisivi Ticino (AFAT) unita al Gruppo Registi e Sceneggiatori della Svizzera Italiana (GRSI) invitano tutti i Ticinesi a sostenere chiaramente il SÌ alla revisione della LRTV il 14 giugno prossimo.

scarica il comunicato stampa ufficiale (PDF).

Qui di seguito riportiamo alcuni testi che ben riassumono le motivazioni per cui secondo AFAT e i suoi membri bisogna sostenere la revisione della legge. Dapprima una comunicazione ufficiale della SSA, Società Svizzera degli Autori, quindi un articolo di Villi Hermann, membro AFAT.

Presa di posizione della SSA (Società Svizzera degli Autori) del 28.5.2015:

Siete probabilmente a conoscenza dei dibattiti che animano i media e i social network in vista della prossima revisione della Legge federale sulla radiotelevisione (LRTV), sottomessa alla votazione popolare il 14 giugno prossimo a seguito del referendum lanciato dall’Unione Svizzera delle Arti e Mestieri (USAM).

Nella riunione del 19 marzo 2015, il consiglio d’amministrazione della SSA ha esaminato i punti di maggior rilievo di questa votazione. Ha constatato che la nuova legge permetterà un abbassamento del canone per tutte le economie domestiche e tre quarti delle imprese saranno esentate.

L’insieme del mondo politico (tranne l’UDC) e la maggior parte degli attori economici (compresa economiesuisse) sono favorevoli. Non si può quindi che restare stupiti dal fervore che suscita quest’oggetto, che consiste, tutto sommato, in una revisione tecnica.

In tale contesto, la SSA attira l’attenzione dei suoi soci sul fatto che tutti gli attori del mondo culturale svizzero hanno bisogno di una radio e di una televisione pubblica forte e pluralista.

Nel settore audiovisivo in particolare, la SSR è un partner insostituibile per la coproduzione e la diffusione. Il suo indebolimento minerebbe gravemente il futuro della produzione audiovisiva di questo paese, per la fiction sicuramente, ma anche per il documentario.

Per il teatro, impossibile far risuonare mediaticamente i nostri spettacoli senza l’attenzione costante delle redazioni culturali della SSR. Senza dimenticare che quest’ultima ha fatto molto per i nostri comici di ieri e di oggi!

Infine, – aspetto non trascurabile fra gli elementi in gioco il 14 giugno – la revisione riserva dei mezzi importanti alle radio e alle televisioni regionali private, il cui lavoro di prossimità è fondamentale in un paese come il nostro.

Non perdiamo quindi di vista il vero obiettivo e permettiamo agli abitanti di questo paese di avere accesso all’offerta radio-televisiva con un canone più modesto di quello attuale! È in questo senso che la SSA vi invita a sostenere chiaramente il SÌ alla revisione della LRTV il 14 giugno prossimo.

Denis Rabaglia, Presidente del consiglio d’amministrazione
Jürg Ruchti, Direttore

Membri del Consiglio d’amministrazione: Fabienne Berger, Fulvio Bernasconi, Christophe Bugnon, Louis Crelier, Anne Deluz, Emmanuelle de Riedmatten, Zoltan Horvath, Antoine Jaccoud, Charles Lombard, Marielle Pinsard, Yves Robert, Nicolas Wadimoff, Philippe Zoelly

Segue una riflessione personale del socio AFAT Villi Hermann pubblicata il 19 maggio sul Corriere del Ticino.

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